libreria indipendente

Aprire una libreria indipendente

La libreria indipendente viene così definita in quanto non di proprietà dei gruppi editoriali. Si tratta di aprire un'attività commerciale libera, senza altro interesse se non quello di vendere libri, tutti i libri. L’obiettivo deve essere quello di creare un punto d’incontro culturale accessibile a tutti.

Chi frequenta le librerie

In Italia si stimano circa 2000 librerie indipendenti che, rispetto alle grandi catene, vedono aumentare sia le copie vendute che il valore del libri venduti.

Un terzo degli italiani compra almeno un libro l’anno. Gli acquirenti sono in prevalenza laureati e diplomati, di età compresa tra i 25 ed i 34 anni, residenti per la maggior parte tra il nord ed il centro Italia. A decidere di acquistare sono soprattutto le donne e i consumatori benestanti. Interessante anche il dato sui canali di vendita: solo il 10% compra su internet, mentre la stragrande maggioranza continua a preferire le librerie (il 65%). La maggior parte dei libri acquistati è compresa nella fascia di prezzo più bassa, tra i 6 e i 15 euro. In media ogni acquirente spende circa 26,79 euro. I generi prediletti sono Narrativa e Letteratura, ma anche Manuali e testi divulgativi. Gli autori italiani fanno la parte del leone: il 76% degli acquirenti si indirizza su testi scritti da italiani.

L'acquisto del libro (eccezion fatta per l'editoria scolastica e didattica)  non rientra nella rubrica dei consumi obbligati: è utile dunque segmentare gli acquirenti in due grandi aree di consumo classificabili in base alle nozioni di impegno e disimpegno, ovvero dei bisogni complessi e dei bisogni semplici. Il lettore complesso presenta un profilo socio-economico medio e alto, acquista con maggiore frequenza e con più elevato scontrino medio. Nel canale delle librerie la differenza tra lettori semplici e lettori complessi è riconducibile più alle motivazioni che spingono alla lettura (e quindi, anche se non necessariamente, all'acquisto del libro), che al genere editoriale in se stesso. Questi elementi completano e si aggiungono allo stereotipo statistico del cliente tipo precedentemente illustrato.

Aprire una libreria indipendente conviene?

Il fatturato medio di una libreria indipendente è di 250.000 euro con margini di guadagno lordi del 30/35%, elevabili se si è in grado di perseguire una progressiva trasformazione della libreria in circolo di lettura e di servizio attorno al libro, in cui sviluppare anche in presenza l’aspetto sociale della lettura. Una prospettiva che potrebbe portare ad avvicinare ancor più, in futuro, librerie e biblioteche.

Consigli utili per aprire una libreria indipendente

  1. Integrare la vendita di libri con un business accessorio quale ad esempio bar, caffè, ristorante. Presentazioni di libri e brevi corsi di formazione sono altre attività collaterali che si possono proporre.
  2. Adottare un modello di business che riduca il più possibile i passaggi tra editori e lettori, lavorando il più possibile direttamente con le case editrici (e con i produttori per quanto attiene la parte somministrazione). il contatto diretto con gli editori medi e piccoli permette uno studio più approfondito e diretto dei cataloghi non mediato dai venditori ed elimina le commissioni percepite da agenti e distributori, che in media corrispondono circa al 20 per cento del prezzo finale. Inoltre, i libri che arrivano dalle case editrici più piccole possono essere venduti con la formula del conto deposito: cioè la cifra che spetta all’editore viene riconosciuta solo in caso di vendita del libro. Con queste riduzioni di costi e investimenti, la libreria puà aumentare i propri margini in modo significativo, sfruttabili per fare sconti e offerte che siano competitivi con quelli delle grandi catene.
  3. Acquistare i libri delle grandi case editrici attraverso un un unico grossista (ad esempio Fastbook). Ciò consente di rifornirsi più velocemente saltando l’intermediazione delle varie reti distrbutive.

Aprire una libreria indipendente: i fattori di successo

La piccola libreria indipendente quindi ha  successo se è capace di costruire un rapporto forte con il quartiere o la città, e diventare un  luogo di incontro e di socializzazione.

Ecco un riepilogo dei fattori critici cui prestare attenzione se si decide di aprire una piccola libreria:

  • specializzazione (cioè avere assortimento almeno il 50% dei titoli dedicati a un dato tema);
  • consulenza alla clientela;
  • ambiente accogliente e confortevole;
  • integrazione con il web;
  • adesione a circuiti nazionali di librerie indipendenti;
  • esposizione che invogli all’acquisto;
  • ubicazione lungo i percorsi abituali acquisto/lavoro;
  • giusto mix di classi di consumo che possono garantire, per esempio, traffico e fatturato (“lettori semplici”), da un lato e immagine, professionalità, specializzazione e margini, dall'altro (“lettori complessi”).

Aspetti amministrativi per aprire una libreria indipendente

L’attività di libreria rientra nel quadro del commercio al dettaglio e quindi trattasi di attività soggetta alla normativa del D.Lgs 114/98.  

L’avvio attività prevede una Segnalazione di Comunicazione  Inizio Attività (SCIA) presso il comune. Lo svolgimento dell'attività è subordinato al possesso dei requisiti soggettivi morali e professionali previsti dalla normativa antimafia.

L'edificio e i locali in cui si svolge l'attività devono avere una destinazione d’uso compatibile con l’attività stessa. L'attività deve essere svolta nel rispetto delle norme applicabili all'attività oggetto della segnalazione e delle relative prescrizioni (in materia di urbanistica, igiene pubblica, igiene edilizia, tutela ambientale, tutela della salute nei luoghi di lavoro, sicurezza alimentare, regolamenti locali di polizia urbana annonaria).

L'esercizio dell'attività è inoltre subordinato al possesso di eventuali autorizzazioni o titoli preliminari necessari allo svolgimento dell'attività oggetto della segnalazione (a titolo esemplificativo autorizzazioni scarichi/emissioni, certificato prevenzione incendi, licenze di Pubblico Spettacolo, ecc.).La regolamentazione degli orari dei pubblici esercizi è prevista da appositi provvedimenti. 

Nel caso in cui si preveda l’attività di somministrazione, essa deve essere svolta su una superficie normalmente non superiore al 10% della superficie di vendita, non deve avere accesso diretto dalla pubblica via, non può essere separata dal resto dell’attività commerciale e deve essere esercitata nel rispetto della normativa vigente.