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Bed and Breakfast: guadagnare ospitando a casa propria

Se siete proprietari di un appartamento con una camera e magari un bagno inutilizzati, potete assicurarvi con un investimento minimo un reddito mensile interessante. Come? Offrendo un servizio di Bed and Breakfast. Alla lettera "letto e colazione", questa nuova formula di alloggio che per la sua convenienza trova sempre più consensi tra i giovani, è una soluzione ideale per sfruttare al meglio una parte dell'abitazione senza impegnarsi in lunghi affitti e rimanendo liberi da vincoli contrattuali.

Ma attenzione, prima di lanciarvi nello sviluppo di questa idea imprenditoriale è bene conoscere la normativa della vostra regione e i vari adempimenti da porre in essere.

Una definizione di Bed & Breakfast

Sono considerati Bed & Breakfast (B&B) le strutture ricettive gestite da privati i quali utilizzano parte della propria abitazione, fornendo servizio saltuario di pernottamento e prima colazione. L’attività, che ha origini anglosassoni, si è inizialmente caratterizzata come forma di ricettività economica e quindi rivolta ad un pubblico giovanile, interessato a viaggiare e senza grandi pretese.

Con l’aumentare della diffusione, il B&B è andato assumendo sempre più connotati variegati, per cui se da un lato continua ancora a rappresentare una formula economica per alloggiare, dall’altro può anche configurarsi come struttura ricettiva esclusiva (si pensi all’utilizzo di dimore storiche o comunque di particolare pregio).

Fattori di successo per il Bed & Breakfast

In genere questo tipo di sistemazione piace a viaggiatori e turisti anche perchè offre un maggiore contatto con i gestori, in un clima spesso familiare e amichevole.

Il B&B è la soluzione ideale per sfruttare al meglio una parte dell'abitazione per ottenere redditi interessanti, senza impegnarsi in onerosi contratti di affitto e rimanendo liberi da ogni vincolo. Il B&B, si caratterizza per una certa esiguità dei costi di gestione, consentendo lo sviluppo di un'offerta turistico/ricettiva anche in località dove l'apertura di un albergo non risulterebbe conveniente. Si tratta pertanto di una formula che aiuta a sviluppare un indotto turistico, magari minimo, anche in aree non ancora raggiunte dal turismo.

Se si è in centro città si può arrivare a percepire anche 60-65 euro al giorno per una camera, che per una media di 20 giorni al mese fanno 1.200-1.300 euro.

Un fattore chiave per il successo di un B&B è rappresentato dalla promozione della propria attività sul web. Interessante può essere l'adesione a reti e circuiti nazionali.

La normativa del Bed & Breakfast

I B&B in Italia sono regolati da leggi regionali. Una caratteristica comune è essere proprietari, o avere ad altro titolo la disponibilità dell'unità mobiliare oggetto dell'intervento. In linea di massima, occorre essere residenti nella casa in cui si abita e in cui si intende esercitare l’attività. L’esercizio dell’attività non determina il cambio della destinazione d’uso dell’immobile. In caso l'attività sia esercitata in unità condominale occorre l'approvazione dell'assemblea dei condomini.

Il B&B può essere esercitato da privati in forma non professionale (quindi non necessita dell'iscrizione al registro imprese) o in forma imprenditoriale (serve apertura partita IVA).

Normalmente è necessario:
- aver frequentato il corso sostitutivo al libretto sanitario;
- non trovarsi nelle cause ostative indicate dagli articoli 11 e 92 del R.D. n. 773/1931;
- certificare l’assenza di pregiudiziali ai sensi della legge antimafia.

Alle camere da letto destinate agli ospiti si deve poter accedere senza attraversare la camera da letto ed i servizi destinati alla famiglia o ad altro ospite. I locali devono possedere i requisiti igienico-sanitari previsti dal regolamento edilizio comunale e dal regolamento d’igiene, nonché rispettare la normativa vigente in materia di sicurezza e di somministrazione di cibi e bevande.

Generalmente, l'alloggio deve avere massimo tre camere, debitamente arredate con letto, armadio, comodini, lampade, sedie e gettacarte - per un massimo di 6 posti letto (si tenga conto che, a seconda delle regioni, poi, il numero massimo di camere e posti letto totali può variare).

Un esempio di requisiti minimi richiesti:
  • 14 mq di superficie minima per camera doppia al netto di ogni locale accessorio;
  • 8 mq di superficie minima per camera singola al netto di ogni locale accessorio;
  • 6 mq di incremento per l'aggiunta di un letto di tipo tradizionale (80x190 cm.);
  • 1 mq di incremento per aggiunta di un letto a castello;
  • cubature ed altezza delle camere secondo le previsioni dei regolamenti comunali;
  • la cucina, se luogo adibito a breakfast, dovrà misurare 6 mq + 0,5 mq per ogni persona alloggiata. Se il breakfast si fa in un altro locale basteranno i 6 mq; il vano adibito a sala breakfast, se esistente, dovrà misurare 1 mq per ogni persona alloggiata.

L'apertura di un B&B comporta una segnalazione certificata di inizio attività (SCIA), completa della documentazione richiesta, al proprio comune (Sportello Unico, Ufficio Turistico o altro).

Altri adempimenti riguardano: la comunicazione all’ente preposto (varia a seconda delle regioni) delle caratteristiche dei locali ed i prezzi che si intendono applicare dal 1° gennaio dell'anno successivo; inoltre, secondo le leggi vigenti in materia di pubblica sicurezza, l'esercente è tenuto a comunicare giornalmente alla Questura, o all'ufficio indicato dal Questore, l'arrivo delle persone alloggiate mediante la compilazione di schede fornite dallo stesso ente.

I finanziamenti per il Bed & Breakfast

Il B&B svolto come attività non imprenditoriale senza partita IVA è normalmente escluso dai finanziamenti alle imprese (fanno eccezione in Italia alcune Regioni che prevedono sostegno anche per l’attività ricettiva non professionale), ma nessuno vieta di aprire una ditta individuale e di svolgere l’attività in modo professionale.

In questo caso, a livello nazionale e regionale, si possono ottenere contributi finanziari a copertura non solo delle spese di investimento (per arredi, marchi e perfino per la ristrutturazione dell’immobile), ma anche delle spese di gestione (materiale di consumo, utenze e canoni di locazione per immobili, oneri finanziari, ecc.). Le agevolazioni previste sono normalmente concesse sia nella forma di contributi a fondo perduto che di finanziamento a tasso agevolato.