Secondo quanto emerge dai dati del sondaggio effettuato su un campione di 728 imprese europee, il gioco di squadra premia.
Per il 72% delle aziende europee che hanno siglato intese commerciali, il supporto della rete EEN ha consentito l'ingresso su nuovi mercati esteri, mentre il 67% di quelle che hanno sottoscritto partnership tecnologiche dichiara di aver sviluppato nuovi prodotti, processi e servizi, oltre all'impiego di migliori tecnologie.
Per il 38% delle imprese che hanno scelto un'alleanza nella ricerca si è aperta la porta dei programmi di finanziamento europei. Tra i vantaggi citati anche un impatto positivo su fatturato e occupazione. Secondo la metà degli intervistati gli accordi hanno portato a un incremento dei ricavi tra 50mila e 250mila euro. Riflessi positivi anche sul fronte dell'occupazione: un'impresa su tre dichiara di essere riuscita in questo modo a conservare o a creare da uno a 5 posti di lavoro.
In Italia, nel 2011 sono stati 171 gli accordi siglati dalle imprese italiane con partner stranieri con la mediazione di EEN; dati che collocano il nostro Paese al quarto posto nella classifica europea dopo Spagna, Germania e Gran Bretagna. Il bilancio dei primi tre mesi del 2012 fotografa addirittura uno scatto in avanti al terzo posto, con 43 accordi, a pari merito con la Francia.
Quasi la metà delle intese (80) punta a unire le forze nella ricerca, 58 sono accordi di tipo commerciale e 33 tecnologici. Il Paese privilegiato per le alleanze è la Spagna, seguita da Gran Bretagna, Germania, Turchia, Francia e Albania.

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