Nel 2010 solo il 2% delle imprese ha ricevuto agevolazioni

Dal Rapporto MET 2011, lo studio che annualmente raccoglie analisi sistematiche sulle politiche industriali e di sostegno alle attività produttive nelle venti regioni italiane, emergono alcuni dati interessanti.

Le politiche pubbliche riguardano una percentuale trascurabile di imprese. Infatti, le imprese che dichiarano di aver avuto agevolazioni sono meno del 2% del totale, percentuale che registra solo un lieve aumento nelle regioni meridionali.

Le imprese attive nella ricerca sembrano avere prospettive significativamente migliori, soprattutto nelle regioni del sud. Più in generale le chiavi del dinamismo si confermano innovazione, R&S, internazionalizzazione e reti.

Le reti locali hanno rilievo per un numero molto elevato di soggetti (circa il 25% delle imprese analizzate). Prevalgono i rapporti stabili di acquisto/vendita, piuttosto che le relazioni più sofisticate di cooperazione (particolarmente ridotte al Sud).

Se il campo si restringe alle filiere (relazioni stabili funzionali alla realizzazione di un prodotto specifico e specializzato) il numero di imprese coinvolte cala sensibilmente e coinvolge circa il 13% delle imprese italiane (22% dell’occupazione).

Le tre filiere con maggiore presenza sono quelle dell’Agroalimentare, del Sistema Abbigliamento e Moda, e della Meccanica.

In conclusione, le imprese che investono in ricerca e sviluppo hanno prospettive migliori anche in tempi di crisi, ma trovare risorse finanziarie per questo tipo di spese diventa sempre più difficile. Non è forse sensato anche cercare di utilizzare meglio i finanziamenti messi a disposizione da Bruxelles?

Pubblicato il
29/05/2012

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imprese agevolazioni internazionalizzazione innovazione ricerca

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