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Canapuglia: i mille usi della canapa

In Italia, da alcuni anni si assiste alla ripresa della coltivazione della canapa “utile”, ovvero che non contiene principi attivi psicotropi (Thc) ma può fornire materie prime a basso impatto ambientale utilizzabili nel settore alimentare, tessile, farmaceutico, della cosmesi naturale, della bioedilizia (pannelli termo-acustici, biocompositi), delle energie rinnovabili (biomassa, biocombustibili).

La legge sulla canapa industriale

All’inizio del 1900, prima dell’avvento del proibizionismo, in Italia erano più di 100mila gli ettari coltivati a canapa. Nel 2015 ne sono stati coltivati poco più di 3mila. Adesso una nuova legge italiana sulla canapa industriale (L. 242 del 2/12/2016), entrata in vigore il 14 gennaio 2017, lascia sperare per la nascita di un’economia più attenta all’ambiente ed al futuro con l’obiettivo di tornare a produrre in grandi quantità la miglior canapa del mondo.

Le novità introdotte dalla nuova legge sono principalmente tre:

  1. non è più necessaria alcuna autorizzazione per la semina di varietà di canapa certificate con contenuto di THC al massimo dello 0,2%. Quindi significa che la comunicazione alla più vicina stazione forze dell’ordine (Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia di Finanza) tramite un modulo denuncia, NON è più necessaria. Gli unici obblighi per il coltivatore sono quello di conservare i cartellini della semente acquistata per un periodo non inferiore a dodici mesi e di conservare le fatture di acquisto della semente per il periodo previsto dalla normativa vigente;
  2. la percentuale di THC nelle piante analizzate potrà oscillare dallo 0,2% allo 0,6% senza comportare alcun problema per l’agricoltore. Gli eventuali controlli verranno eseguiti da un soggetto unico e sempre in presenza del coltivatore, e gli addetti al controllo sono tenuti a rilasciare un campione prelevato per eventuali contro-verifiche. Nel caso in cui la percentuale di THC dovesse superare la soglia dello 0,6%, l’autorità giudiziaria può disporre il sequestro o la distruzione della coltivazione, ma anche in questo caso “è esclusa la responsabilità dell’agricoltore“;
  3. sono previsti finanziamenti “per favorire il miglioramento delle condizioni di produzione e trasformazione nel settore della canapa.”

L'oro verde d'Italia

L'esperienza di CanaPuglia, che "Finanzia La Tua Idea" ha raccolto qualche tempo fa, ha rappresentato uno dei primi tentativi in Italia di avviare un progetto culturale che mira a divulgare le potenzialità della canapa, antico oro verde d’Italia in tutti i campi di potenziale applicazione.

Claudio Natile e Carmine Campaniello coltivano in Puglia un campo di 8.000 mq. Sarà proprio Claudio Natile, presidente Canapuglia, a soddisfare tutte le vostre curiosità sulla canapa.

Come è nata l'idea di CanaPuglia?

CanaPuglia nasce nei primi mesi del 2011, grazie al Bando “Principi Attivi 2010” della Regione Puglia, che fa parte del più imponente programma che una regione italiana abbia mai promosso per le giovani generazioni. Abbiamo ricevuto 25.000 euro e li abbiamo spesi: allestendo una sede operativa da un anno circa, presso Conversano; realizzando materiale comunicativo su carta di canapa, il sito, gli eventi, i viaggi di approfondimento, il campo di canapa, ecc... In questo momento, siamo in una fase di rinnovamento che vedrà l’ingresso, all’interno di CanaPuglia, di persone che metteranno a disposizione le proprie competenze per implementare le potenzialità del progetto.

Quali difficoltà avete dovuto superare per realizzare il progetto?

Le difficoltà che abbiamo dovuto superare sono state per lo più l’imbattersi in una storia, quella della canapa, che per molti è sconosciuta o per lo più relegata alla sola sfera che la considera esclusivamente una droga. Soddisfacente per noi è stato poi vedere come la gente si è incuriosita nel conoscere le mille potenzialità di questa pianta..

Come superare i pregiudizi dell'opinione pubblica, che spesso associa la canapa alla droga?

La conoscenza che la maggior parte della gente ha nei confronti della canapa è, appunto, il suo utilizzo come stupefacente. Ma quando arriva a toccare con mano un mattone con cui si costruiscono case di canapa, quando apprezza la leggerezza di una crêpe preparata con farina di canapa, quando ha tra le mani un foglio in carta di canapa e si rende conto che per realizzarlo non è stato abbattuto un albero, e quando conosce una persona che si cura con un farmaco naturale a base di canapa, beh... è lì che i pregiudizi cadono e cresce la voglia di scoprire quanto di questa “misteriosa” pianta è stato taciuto.

In che modo e soprattutto perchè duplicare in Europa il modello di CanaPuglia?

Il nostro impegno consiste nel dare informazioni all’opinione pubblica sul reale valore della canapa, sostanzialmente per 2 motivi: dare rilievo ad una coltura di cui eravamo 2° produttore mondiale (dopo la Russia) e sfruttare le sue caratteristiche eco-friendly per promuovere i valori che la nostra società sta continuamente obliterando: l’alimentazione naturale, l’edilizia sostenibile, l’agricoltura secondo natura, la tutela del patrimonio forestale. Lo facciamo attraverso eventi, interventi nelle scolaresche e ogni utile occasione. Duplicare il modello di CanaPuglia significherebbe, quindi, rendere sempre più accessibile una reale informazione su questa antica coltura, che per anni è stata inesistente e tuttora è per lo più carente.

In Puglia hanno approvato una legge che permette l'uso medicinale del cannabis, come procede l'applicazione di questa legge?

La regione Puglia ha approvato, con la delibera 308, l’importazione dei farmaci a base di cannabinoidi, assumendosi il carico di tutte le spese sanitarie. Tale delibera permette al paziente che ne fa richiesta, di ottenere il farmaco senza nessuna spesa a suo carico, ma l’iter da seguire ahimè, resta ancora lungo e tortuoso. La parte di più difficile resta quella di trovare un medico disposto a rilasciare la prescrizione per il farmaco suddetto.