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Dal riciclo all’impresa: fare business con i fondi del caffè

Il riciclo può rivelarsi un’interessante forma di business, anche e soprattutto per i giovani aspiranti imprenditori. L’avreste mai detto, ad esempio, che sia possibile coltivare funghi dai fondi del caffè e trasformare questa attività in qualcosa di altamente redditizio? Eppure è così. I fondi di caffè possono essere usati come cosmetici naturali, concime per le piante e materiale per sedie e tavoli. Insomma, si tratta di un elemento multiuso, e la start-up californiana Bttr (Back to the roots) ha scelto di aggiungere uno spunto in più, producendo funghi dai fondi del caffè.

L'idea si deve ad Alejandro Velez e Nikhil Arora, laureatisi presso la Business School della University of California, Berkeley: "Nikhil ed io – racconta Alejandro – eravamo a lezione di business sostenibile quando il nostro professore, Alan Ross, ci ha detto che i funghi potevano essere coltivati su fondi di caffè riciclati. Da lì è partito tutto". Di fatto, meno dell’1% dei chicchi di caffè viene utilizzato per il consumo umano, mentre il resto viene buttato via. Velez e Arora hanno scelto di recuperare questo spreco, facendo al contempo del bene all’ambiente. Nel 2011 la start-up ha raggiunto un fatturato di 1.4 milioni di dollari e prevede di arrivare, entro la fine di quest’anno, a 5 milioni di dollari.

L’impegno dell’Italia

L’Italia, comunque, non è da meno rispetto all’estero: l’Università "La Sapienza" di Roma ha studiato la possibile trasformazione dei fondi del caffè in antiossidanti ed energia pulita, mentre Funghi Espresso, secondo il principio del km zero, seleziona i bar e i ristoranti vicini alla propria sede di Capannori (LU), aiutando gli esercizi a valorizzare quello che altrimenti diventerebbe uno scarto. Il fondo di caffè viene usato come substrato di coltivazione, unitamente al “seme” del fungo. La coltivazione è tipo verticale su supporti sospesi e consente di ridurre l'uso del suolo. Il fondo di caffè non ha bisogno di essere pastorizzato, con un notevole risparmio di energia, e dopo l’uso torna al suolo come compost. Niente male per un “rifiuto”.

Forse non tutti sanno che i fondi di caffè hanno anche la consistenza adeguata per essere trasformati in pellet, avendo una resa energetica doppia rispetto al legno (a parità di umidità, ovviamente). I residui della pirolisi, una volta bruciato il pellet per produrre calore, possono essere inoltre utilizzati come fertilizzante, vista l'assenza di residui nocivi. Oltrecafé è la start up che intende produrre il primo pellet italiano al caffè.

Numerose ricerche hanno poi dimostrato che, dopo la tostatura dei semi e la preparazione della bevanda, il caffè contiene ancora molte sostanze preziose. Coffee Reloaded intende specializzarsi nella loro estrazione. Il costo di produzione sarà contenuto grazie al basso prezzo della materia prima, e la qualità elevata grazie all’utilizzo di tecniche moderne per l’estrazione: questo renderà i prodotti competitivi sul mercato.

Insomma, tante pratiche ed esperienze utili a ridurre l'impatto dello smaltimento in discarica. Infatti, in Italia si originano circa 360.000 ton/a di fondi di caffè (circa 45.000 kg al giorno) che smaltiti in discarica determinano costi di gestione per almeno 21 milioni di € e 131.400 ton di CO2 emessa. E dire che, nell’immaginario collettivo, i fondi del caffè sono stati sempre e soltanto il “tramite” per leggere il futuro delle persone. Nessuno poteva immaginare che servissero, invece, anche per il presente.

Pratiche eco-compatibili tra cioccolato, mele e pomodori

La Ecotec è un’azienda che produce biodiesel riciclando l'olio di cottura degli alimenti, e recentemente ha iniziato a ricavare carburante anche dagli scarti del cioccolato. Ne è venuto fuori un combustibile ecologico, a basso costo e affidabile, come certificato dalla spedizione “BioTuck Drive to Timbuktu”: Andy Pag e John Grimshaw sono andati in jeep dal Regno Unito a Timbuktu, percorrendo 7.200 km solo con questo biocarburante. L’impresa è perfettamente riuscita.

In Italia, invece, l'ingegnere altoatesino Alberto Volcan ha brevettato un sistema per trasformare gli scarti industriali delle mele in carta (CartaMela) e pelle ecologica (PelleMela), nonché in una colla ad alta tenuta. Per prima cosa, Volcan ha raccolto i residui della produzione di succhi di frutta, che ha poi fatto essiccare ottenendo una farina bianca ad alto contenuto di cellulosa, che è alla base della produzione di nuovi materiali.

Da qui ha ricavato la carta, la colla e la pelle ecologica. Parallelamente, c’è anche chi pensa alle plastiche ecologiche, servendosi ad esempio degli scarti della lavorazione industriale del pomodoro. Non bisogna dimenticare, infatti, che il nostro Paese è il secondo produttore mondiale del settore, e ovviamente genera una grande quantità di bucce e semi che dovrebbero essere gettati via e successivamente smaltiti. Si sta dunque pensando al recupero degli scarti di pomodoro, anche se la procedura è ancora da affinare: al momento, purtroppo, il trattamento di questi rifiuti è più costoso della plastica prodotta da fonti non rinnovabili, e dunque non ancora conveniente. Ma è solo questione di tempo.

Come finanziare queste idee innovative?

Oltre agli strumenti finanziari disponibili per la creazione di impresa già segnalati negli altri articoli di “Finanzia La Tua Idea”, un’interessante opportunità è offerta dall’Associazione italiana investitori informali in capitale di rischio (IBAN - Italian Business Angel Network - www.iban.it). Investitori “informali” nel capitale di rischio è appunto la definizione italiana del termine anglosassone Business Angels. Si tratta di ex-titolari di impresa, manager in attività o in pensione, che dispongono di mezzi finanziari (anche limitati), di una buona rete di conoscenze, di una solida capacità gestionale e di un buon bagaglio di esperienze.

Hanno il gusto di gestire un business, il desiderio di acquisire una partecipazione in aziende con alto potenziale di sviluppo e l’interesse a monetizzare una significativa plusvalenza al momento dell’uscita; l’obiettivo dei Business Angels è quello di contribuire alla riuscita economica di un’azienda ed alla creazione di nuova occupazione. Per proporre il proprio progetto imprenditoriale è obbligatorio compilare un format il cui schema molto semplice è volto a verificare l’idea di business nelle sue caratteristiche principali, consentendo di veicolare o meno, in forma omogenea, tale proposta all’attenzione dei Business Angels operativi all’interno del circuito IBAN.