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Finanziamenti europei per le PMI: rispondiamo alle vostre domande

Nell'articolo "Finanziamenti per la creazione d'impresa" abbiamo raccolto e pubblicato le risposte dei nostri consulenti alle domande più ricorrenti poste dai nostri utenti. Faremo altrettanto in questo articolo, ma spostando il focus sul tema generale dei finanziamenti europeicui le PMI (Piccole Medie Imprese) possono accedere per un sostegno delle proprie attività.

Tipologie di fondi UE per le PMI

D. Quale sostegno offre l'Europa alle Piccole e Medie Imprese?

R. L'Unione europea fornisce sostegno alle piccole e medie imprese europee (PMI) in varie forme quali sovvenzioni, prestiti e, in alcuni casi, garanzie. Il contributo è disponibile direttamente o attraverso programmi gestiti a livello nazionale o regionale, come i fondi strutturali dell'Unione europea. Le PMI possono inoltre beneficiare di una serie di misure di assistenza non finanziaria sotto forma di programmi e servizi di assistenza alle imprese.

L'assistenza può essere riassunta in quattro categorie:

1 - Possibilità di finanziamenti tematici. Questa tipologia di finanziamento ha carattere tematico e presenta obiettivi specifici (ambiente, ricerca, innovazione, ...) concepiti e attuati da diversi Dipartimenti della Commissione europea. Le PMI e le altre organizzazioni possono solitamente presentare domanda diretta di adesione ai programmi, in genere subordinatamente alla presentazione di progetti transnazionali, sostenibili e a valore aggiunto. A seconda del programma, i richiedenti possono anche appartenere a raggruppamenti industriali, associazioni commerciali, fornitori di assistenza alle imprese e/o consulenti. Il principio generale è quello del co-finanziamento: il sostegno dell'Unione europea, infatti, consiste solitamente di sussidi che coprono solo una parte dei costi di un progetto

- Fondi strutturali. I fondi strutturali (Fondo europeo di sviluppo regionale [FESR] e Fondo sociale europeo [FSE]) rappresentano i maggiori strumenti di finanziamento comunitario a favore delle PMI, attraverso i vari programmi tematici e le iniziative comunitarie applicate nelle regioni. I beneficiari dei fondi strutturali ricevono un contributo diretto per il finanziamento dei loro progetti. La gestione dei programmi e la selezione dei progetti avviene a livello nazionale e regionale.

- Strumenti finanziari. La maggior parte degli strumenti finanziari è disponibile solo per via indiretta, attraverso intermediari finanziari nazionali. Molti di questi strumenti sono gestiti dal Fondo europeo per gli investimenti.

- Sostegno per l'internazionalizzazione delle PMI. Il servizio consiste generalmente nel fornire assistenza alle organizzazioni intermediarie e/o alle autorità pubbliche nell'ambito dell'internazionalizzazione, al fine di aiutare l'accesso delle PMI nei mercati esterni all'UE.

E' possibile ricevere assistenza a livello locale attraverso "Enterprise Europe Network”, la più estesa rete europea per l'innovazione e l'assistenza alle PMI, presente con numerosi centri sia negli Stati Membri che al di fuori dell'UE.

La regola del de minimis

D. Sono Gianni da Pescara, vorrei gentilmente avere delucidazioni in merito alla regola del “de minimis”, grazie.

R. Lo Stato e le altre Amministrazioni pubbliche possono erogare aiuti alle imprese solo nel limite di determinati massimali, fissati in percentuale sugli investimenti, autorizzati espressamente dalla Commissione europea. Ogni progetto di legge agevolativa deve pertanto essere notificato alla Commissione stessa. Fanno eccezione - oltre ad alcune categorie di aiuti esentati dalla notifica sulla base di specifici regolamenti di esenzione - gli aiuti di piccola entità, definiti dalla UE de minimis, che si presume non incidano sulla concorrenza in modo significativo.

Le pubbliche autorità possono quindi erogare aiuti alle imprese di qualsiasi dimensione, in regime de minimis, senza obbligo di notifica, nel rispetto delle condizioni dei regolamenti della Commissione europea. L’importo totale massimo degli aiuti di questo tipo ottenuti da una impresa non può superare, nell’arco di tre anni, i 200.000 euro. Ciò significa che per stabilire se un'impresa possa ottenere una agevolazione in regime de minimis e l’ammontare della agevolazione stessa, occorrerà sommare tutti gli aiuti ottenuti da quella impresa, a qualsiasi titolo (per investimenti, attività di ricerca, promozione all’estero, ecc.), in regime de minimis, nell'arco di tre esercizi finanziari (l'esercizio finanziario in cui l'aiuto è concesso più i due precedenti).

L’impresa che richiede un aiuto di questo tipo dovrà quindi dichiarare quali altri aiuti ha ottenuto in base a quel regime e l'amministrazione concedente verificare la disponibilità residua sul massimale individuale dell'impresa. Nel caso un'agevolazione concessa in de minimis superi il massimale individuale a disposizione in quel momento dell'impresa beneficiaria, l'aiuto non potrà essere concesso nemmeno per la parte non eccedente tale tetto.

Tempi di erogazione dei finanziamenti

D. Quanto tempo è necessario per ottenere i benefici ?

R. Ciò dipende dal tipo di agevolazione e dal tipo di bando. A titolo esemplificativo, dopo aver presentato la domanda possono trascorrere dai 60 ai 90/120 giorni per conoscere l'esito. Ad approvazione ottenuta si devono effettuare le operazioni previste dal progetti di finanziamento presentato e procedere alla rendicontazione dei costi sostenuti. Terminate tali attività (in tal caso i tempi dipendono dal cronogramma del programma d’investimento e dall’azienda) possono trascorrere 60/90 giorni per l'erogazione del contributo.

In che modo l’UE supporta i processi di internazionalizzazione delle imprese?

D. Rappresento un’impresa operante nel settore edile in Toscana. Siamo interessati a ricercare nuove opportunità all’estero, in particolare nell’area balcanica.

R. Affrontare nuovi mercati, sia dal punto di vista geografico che politico/economico, significa proiettarsi in una dimensione che richiede di essere conosciuta ed approfondita. Segnaliamo che la regione Toscana eroga incentivi all’acquisto di servizi di supporto all’internazionalizzazione in favore delle PMI. L’obiettivo strategico di questa linea di azione è quello di incentivare gli investimenti in attività per lo sviluppo di reti commerciali all’estero, quali partecipazione a fiere, apertura di show room, apertura di riferimenti logistici, realizzazione di attività di incoming (mediante coinvolgimento di potenziali acquirenti esteri) rivolta a operatori esteri, affinché le imprese toscane possano sviluppare il loro livello di competitività e trovare importanti sbocchi sui mercati esteri. Inoltre, l’azione riguarda la promozione delle filiere produttive e dei prodotti di qualità nelle fiere internazionali. Possono presentare domanda le Microimprese, piccole e medie imprese (MPMI).

Opportunità nell’area balcanica. In questa zona, alcuni paesi hanno attualmente lo status di “candidato potenziale” all’ingresso nell’Unione europea (Albania, Bosnia-Erzegovina, Kosovo, Serbia) o di “effettivo” (Ex Repubblica Iugoslava di Macedonia, Montenegro, Turchia). Il processo di adesione prevede un sostegno finanziario al fine di adeguare il sistema politico ed economico agli standard europei. Da questo punto di vista, per le imprese europee, pur non essendoci la possibilità di beneficiare direttamente dei finanziamenti, esistono molte opportunità: segnaliamo in particolare le gare di appalto da espletare per la realizzazione di infrastrutture (strade, costruzione e riqualificazione di edifici, reti di illuminazione, idriche e fognarie, impianti per la gestione dei rifiuti) e di opere edili (case, alberghi, opifici in generale), realizzate da privati grazie al contributo di fondi europei ed internazionali (oltre all’Europa, intervengono nell’area la Banca Mondiale e la Banca per la Ricostruzione e lo Sviluppo).