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Dai componenti per auto alla ricerca biomedica

Finanzia La Tua Idea vi presenta una storia esemplificativa di un’azienda italiana, che grazie al sostegno dei finanziamenti europei per la ricerca e l'innovazione, è riuscita nell'intendo di aprirsi di un mercato totalmente nuovo.

L'innovazione italiana

Il corpo umano è in tutto e per tutto una macchina: parti in movimento che a volte necessitano di un aiuto per funzionare in modo appropriato. È in base a questa analogia che un’impresa italiana, la Cultraro, sta applicando le conoscenze in campo meccanico nel mondo della ricerca biomedica. Si tratta di un’azienda a conduzione familiare specializzata nella progettazione e produzione di dampers (rallentatori/smorzatori) applicabili in svariati settori, dall’automotive (maniglie interne dell’autovettura, braccioli, posacenere, ecc...) all’arredamento. Tra i suoi clienti, vi sono i maggiori produttori di auto, inclusi Volkswagen, BMW, Daimler. Antonio Reddavid, direttore vendite alla Cultraro Automazione Engineering di Torino, ci spiega come l’impresa “ce l’ha fatta”.
Dai componenti per auto alla ricerca biomedica. Cosa vi ha spinti tanto lontano?
«Siamo sempre alla ricerca di nuove strade per innovare e grazie al sostegno europeo abbiamo intrapreso un percorso che non avremmo ma immaginato».

Il supporto europeo

In che modo l’Ue vi ha supportati?
«Ci siamo rivolti all’ufficio Enterprise Europe Network (EEN) di Torino, per la ricerca di potenziali partners cui proporre le tecnologie sviluppate in questi anni. La rete EEN, promossa dalla Commissione europea, ha come obiettivo quello di fornire supporto all'attività imprenditoriale, facilitandone anche l’accesso ai finanziamenti europei. La Cultraro è stata quindi messa in contatto con l’Instituto de Biomecánica de Valencia (IBV), un centro tecnologico spagnolo che studia il comportamento del corpo umano e la sua interazione con ortesi meccaniche. All’IBV erano interessati alla presentazione di un progetto innovativo da finanziare con i fondi europei».

In che cosa consiste il progetto presentato?
«Il progetto si chiama “Trem-end” e ha l’obiettivo di sviluppare una ortesi per eliminare il tremore dell’avambraccio in soggetti con tremori patologici resistenti».

Paola Tolin dell'ufficio torinese della rete EEN ha assistito la Cultraro in questo percorso.
«La Cultraro non aveva esperienze precedenti su progetti di ricerca europei - spiega Paola - così abbiamo fornito all’azienda tutte le informazioni e il sostegno necessario durante la fase di negoziazione, al termine della quale si è arrivati alla costituzione di un partenariato europeo per la presentazione del progetto “Tremor-end”».

I finanziamenti europei per la ricerca

Ecco quindi che la Cultraro ha applicato al corpo umano il suo know-how ingegneristico sui rallentatori. Il progetto ha avuto un costo totale di circa 1,5 milioni di euro di cui 1.124.000 euro finanziati dall'Europa. Risulta evidente come i benefici potenziali per milioni di pazienti siano enormi. Trem-end è stato coordinato da un’azienda spagnola che produce ausili ortopedici, la EMO Especialidades Médico Ortopedicas. Gli altri partners, oltre alla Cultraro, sono: The UK Intelligent Systems Research Institute Limited (Spagna), DAW SA (Francia), Fundacion Investigación Hospital General Universitario De Valencia (Spagna), Instituto De Biomecanica De Valencia (Spagna).