La chiave del successo

Bisogna porsi le domande giuste per migliorasi e avere successo nella vita

A cura di Tiziana Iozzi

Perché noi siamo quello che siamo, il nostro vissuto, le nostre esperienze, quello che i nostri filtri hanno percepito, hanno "filtrato", siamo la nostra "esperienza" soggettiva, siamo la nostra mappa e quindi ci vogliono allenamento e costanza per operare il cambiamento, solo dopo ci ritroveremo catapultati in una realtà che va ad integrare e a completare la nostra ricerca.

E con questo pensiero abbiamo concluso lo scorso articolo e con lo stesso apriamo una finestra sul presente. Con le nostre percezioni, con i nostri filtri e con la nostra esperienza soggettiva creiamo il nostro mondo, il nostro vissuto, le nostre emozioni. Siamo pervasi da emozioni, da stati umorali che alimentano i nostri comportamenti e quando non crediamo abbastanza in noi stessi accade qualcosa di unico: consentiamo agli altri di entrare nella nostra "zona di potere".

Sappiamo tutti che ci sono dei confini tutti nostri, ognuno di noi ha una zona dove non permette a nessuno di entrare e spesso l'associamo ai nostri desideri, ai nostri sogni, al nostro stato più profondo. Ebbene quanto spesso permettiamo agli altri di metterci di cattivo umore? Di scoraggiarci ? Di farci condividere le loro aspirazioni e i loro interessi e per il cosiddetto "quieto vivere" e non riusciamo a dichiarare i nostri bisogni? La risposta sta, ancora una volta, in noi stessi.

Sì, perchè bisogna fare i conti con i nostri bisogni, quelli cosiddetti impliciti, quelli che non abbiamo il coraggio di dichiarare neanche a noi stessi e allora diventa più facile "perdere" che

"credere", darsi per vinti piuttosto che pensare di vincere, fare le vittime e lasciare che qualcun altro faccia il "carnefice".

Richard Bandler parla del modellamento dell'eccellenza, associa la Programmazione NeuroLinguistica al modelling, che copia modelli vincenti. La domanda sorge spontanea: come possiamo ricalcare modelli vincenti se prima non crediamo nelle nostre capacità ? Se prima non impariamo a parlare in positivo "a" e "con" noi stessi? Se non creiamo un dialogo interiore che ci apra al cambiamento e al miglioramento?

Charles Darwin diceva che non sono i più forti della specie che sopravvivono, non i più intelligenti, ma coloro che si adattano ai cambiamenti. Quindi tutto ha inizio da noi: le condizioni e i presupposti si creano da noi, tutto in noi è in continua metamorfosi, tutto il nostro essere si evolve, cambia. I giorni passano e i neonati diventano bambini, i bambini ragazzi, i ragazzi uomini adulti e tutto ciò avviene con estrema naturalezza. Allora come mai continuiamo ad avere le stesse abitudini, a fare le stesse cose e a desiderare dei cambiamenti? Come mai gli obiettivi attesi non arrivano? Come mai ci scoraggiamo se i risultati non arrivano ? Allora le domande utili sono: Sto sviluppando nuove qualità? Sto mettendo in atto soluzioni che funzionano? Sto dando nuove risposte alle situazioni che non funzionano? Vogliamo imparare a vedere le cose da un altro punto di vista? Cominciando a rispondere a queste domande potremo iniziare ad entrare in contatto con i nostri bisogni e ad avere soddisfazione nel passare all'azione.

Prenderci cura di noi stessi, credere nelle nostre capacità, andare oltre le nostre convinzioni, crearci delle abilità ci porterà al "cambiamento" per il "miglioramento" e allora ci sarà facile modellare il successo. Questi sono solo pochi ingredienti con i quali lavorare e vi assicuro che l'allenamento richiederà impegno e tenacia e vedrete quanto le soddisfazioni saranno appaganti. Sì, perchè ciascuno ha in sè tutti gli strumenti necessari per farcela.

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