Non possiamo ignorare che l'Europa siamo noi

Intervista al direttore di Europe Direct

A cura di Jenny Pacini

Ecco a voi un’edificante intervista ad un profondo conoscitore dell’Ue, Marcello Pierini, direttore di Europe Direct Marche, (il Centro Europeo collocato all’interno dell’Università degli studi di Urbino Carlo Bo). Da esperto europeista qual è, Pierini ci darà qualche dritta su come sentirci parte integrante dell’Unione Europea, per coglierne al meglio le opportunità.

Direttore, che cos'è Europe Direct e perché un cittadino dovrebbe rivolgersi a questo Centro?

Il Centro Europeo è una sorta di avamposto dell’Ue nella Regione Marche. La sua mission è quella di promuovere e concretizzare il processo di integrazione europeo, consentendo a cittadini, enti pubblici o privati, associazioni, etc. di ricercare un valido aiuto e informazioni “europee” su politiche, programmi, azioni, bandi, finanziamenti e, più in generale, sulla documentazione, sulla legislazione e talvolta sulla giurisprudenza dell’Unione europea.
Il Centro, ove richiesto, fornisce un valido supporto nella ricerca di partner per la presentazione di progetti e fornisce consigli. Se è il caso, orienta le richieste del

pubblico verso fonti di informazioni europee specializzate. Per il cittadino non è infatti semplice destreggiarsi nel mare delle informazioni. Come dice Umberto Eco, l’eccesso di informazione genera disinformazione e disorientamento.

Quali sono state le iniziative intraprese dal Centro in questi anni?

Sono sicuramente tantissime. In particolare, la collaborazione con le scuole, realizziamo da 15 anni un laboratorio europeo “Europa dell’istruzione”, dove affrontiamo con gli studenti percorsi integrativi sull’Europa, in accordo con il corpo docente. Partiamo innanzitutto da questioni storico politico istituzionali legate all’Ue, per poi affrontare le tematiche di volta in volta più richieste: nell’ultimo periodo oltre ai programmi per i giovani, le questioni dell’economia europea sono state le più richieste. Altro successo è senz’altro rappresentato dai 28 corsi di formazione, specializzazione e aggiornamento e alta formazione sull’Unione europea, rivolti ai diversi target group: dagli insegnanti agli operatori del diritto (magistrati e avvocati), alla Pubblica amministrazione e alla società civile. Immagini che abbiamo realizzato oltre 2.500 ore di incontri con studenti, 380 seminari sulle tematiche di maggiore interesse che afferiscono all’Ue. E tanto altro ancora.

Secondo lei, il cittadino italiano si sente abbastanza europeo?

Purtroppo meno che in passato, ora c’è bisogno di maggior interazione. Il cittadino italiano è poco e male informato in merito al processo di integrazione in corso a livello europeo. Le notizie sull’Europa sono all’ordine del giorno all’estero,

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