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Perchè falliscono le start up

L'esperienza dimostra come più del 50% delle iniziative imprenditoriali falliscano entro cinque anni dall'avvio a causa di alcuni errori ricorrenti nella fase di start up. Alcuni dei motivi che costringono a gettare la spugna sono ben noti: tassazione elevata, troppa burocrazia, difficoltà di accesso al credito, carenze di know-how dei neo imprenditori.
Studi recenti indicano inoltre come la mortalità più elevata si riscontri nelle costruzioni, nel commercio e nei servizi. Molto più incoraggiante risulta essere il dato dell’industria, dove il tasso di mortalità è molto più contenuto (48,3%).

Vediamo più da vicino alcuni dei principali errori.

Start up senza un reale bisogno/desiderio del cliente da soddisfare

Tutte le imprese dovrebbero essere costruite su ciò che il loro promotore desidera realizzare, ma tale aspetto va coniugato con la considerazione per quello di cui la gente ha bisogno, desidera ed è disposta a pagare.

Se si inizia a guardare ai dati reali e a perché le imprese falliscono, molte delle ragioni che compaiono sono veramente il risultato dell'assenza di una reale necessità del prodotto/servizio proposto.

Start up a corto di liquidità

Spesso si è concentrati solo sulla spasmodica ricerca di finanziamenti necessari a garantire la copertura dei costi per l'avvio dell'attività (aspetto certamente importante), ma che a ben vedere sono anche facilmente quantificabili (dipendono dagli investimenti da effettuare, dalla strategia che si intende adottare,...). La stessa attenzione non è invece dedicata alla previsione dei flussi di cassa, cioè alla liquidità necessaria a far fronte agli impegni derivanti dallo svolgimento dell'attività imprenditoriale. Attenzione: si ragiona in termini di profitti ma si spende denaro contante! Pensate a cosa potrebbe accadere se incassate dopo sei mesi quanto dovuto per le vostre vendite mentre ogni mese dovete far fronte alle spese dei fornitori, dei dipendenti,...Non si può mai prevedere con precisione il futuro, ma si possono fare delle stime realistiche. Così per iniziare con il piede giusto, è necessario stimare di quanto denaro si avrà bisogno. E se si scopre che potrebbe non essere sufficiente, allora rivedete i vostri piani.

Start up che non pianificano

Vi è talmente tanta incertezza in ogni attività da far risultare veramente folle la mancata predisposizione di un adeguato piano che possa far ragionare sulle prospettive del business, a breve/medio e lungo termine. Non importa che un piano cambi (e certamente accadrà) perché il semplice fatto di pianificare aiuta a comprendere la visione, gli obiettivi, i fattori chiave per il successo, la forza lavoro necessaria, la concorrenza, il marketing, il budgeting,... E quando si dispone di un piano, si inizia da subito a monitorare, analizzare e rivedere i risultati, in modo tale che si possano adottare gli opportuni accorgimenti.

Occhio alla localizzazione

Se state pensando di tentare l'avventura imprenditoriale, vi conviene prestare grande attenzione alla regione in cui intendete localizzarvi. Almeno stando ai dati di un recente studio dell'Ufficio Studi CGIA, l’associazione degli artigiani di Mestre. A leggere (nemmeno tanto tra le righe) le risultanze del rapporto, Calabria, Lazio e Liguria sarebbero le regioni dove non conviene fare impresa, mentre Trentino Alto Adige, Basilicata e Veneto sono le location più favorevoli.

La notizia di per sé non è nuova, già in un altro articolo Finanzia La Tua Idea aveva raccontato il caso del Trentino come territorio ideale per i neoimprenditori, grazie ai tassi di interesse contenuti, agli incentivi per l'innovazione e agli alti livelli di qualità della vita.

I dati di CGIA, che misurano il tasso generale di mortalità ovvero la percentuale di imprese nate cinque anni prima e cessate entro l’anno di riferimento, indicano chiaramente dove esso risulta essere più basso: nel 2014 il Trentino Alto Adige è al primo posto (47,5% - province autonome di Bolzano e di Trento rispettivamente 45,8% e 49,3%), seguito da Basilicata (50,1%) e Veneto (51,9%).

Tutto questo mentre a livello nazionale praticamente una start-up su due chiude entro i primi 5 anni (tasso di mortalità ITALIA 2014 al 55,2% - nel 2004 era al 45,4%), il sud mostra la situazione estremamente critica della Calabria (58,5%), Lazio e Liguria annaspano, rispettivamente con il 58,1 e 57,7 per cento di chiusure dopo 5 anni di vita.