Quanto conta il pregiudizio?

Scopriamo cosa ci blocca ed impedisce di intraprendere

A cura di Tiziana Iozzi

Sapete che solo il 4,9% di donne desiderano intraprendere una carriera nel campo scientifico contro il 21,4 dei maschi? Come mai? Perchè questi numeri danno un netto svantaggio alle donne nel settore scientifico? Allo stesso modo nel settore politico c’è una profonda minoranza. A cosa si deve tale gap? Personalmente penso al pregiudizio. Nei primi articoli dedicati alla PNL abbiamo trattato le CONVINZIONI LIMITANTI. Ricordate? Quanto limitano le nostre scelte? Quanto immobilizzano i nostri pensieri e le nostre azioni?

Abbiamo un’idea, desideriamo realizzarla ma andiamo a caccia di scuse. Ci hanno detto che non può funzionare, che siamo incostanti, che siamo incapaci, che non siamo in grado di seguire un impegno a lungo termine. Tutte queste non sono altro che i killer della nostra autostima, instillano pregiudizio e convinzioni che non sono le nostre, ma sono degli altri.

Fondamentalmente due sono le varabili principali che bloccano la nostra carica di energia imprenditoriale: fragilità con scarsa autostima e convinzioni con

pregiudizio. E’ utile avere pregiudizi? Notate ho detto pre-giudizi e non giudizi. I giudizi sì, certo, fanno parte della natura umana e della nostra identità, è utile averli poiché ciascuno di noi ha le sue idee.

Quello che blocca e crea ostacoli alla realizzazione sono i giudizi/preconcetti. In pratica, i giudizi che non ci consentono di intraprendere. Allora cosa ci impedisce di intraprendere attività scientifiche o di qualsiasi altro genere o in qualsiasi altro settore? Proprio i pregiudizi! Ci frenano, ci bloccano enon solo nel rapporto uomo-donna come la statistica sopra riportata, ma in tutti gli ambiti. I risultati delle ricerche scientifiche riportano l’assoluta parità di possibilità uomo-donna in ogni ambito professionale e lavorativo. Allora cosa ci blocca e vieta di intraprendere? Le nostre convinzioni limitanti, le distorsioni che facciamo della realtà e le generalizzazioni che utilizziamo per toglierci dalle responsabilità. Come si dice in PNL usiamo il filtro “via da” anziché “verso”… fuggiamo dalle scelte piuttosto che affrontarle.

E’ auspicabile che accada come dice Quellilì: “L’altra sera mentre camminavo in strada mi è caduto un lampione…Ho visto la luce.” Di quale “luce” parla Quellilì? Di quell’idea che nasce, illumina tutto il nostro essere poiché ci carica di adrenalina, di voglia di fare, di successo. “Non è il momento”, “ma chi me lo fa fare”, “non ce la posso fare”, “ogni volta che intraprendo qualcosa va male”, “ci penserò domani”, “mi mancano i soldi”, e così rimandiamo e cadiamo nell’immobilismo! Sicuramente il momento è tutt’altro che facile, ma che fare? “Via da” o “verso”? Continuare a orientarsi verso il problema o convertirsi al pensiero positivo?

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