stampa t-shirt

Il business del guardaroba personalizzato

Un business sempre di moda: personalizzare con loghi, immagini, scritte d’effetto e tanta creatività t-shirt, borse, felpe, leggings, cravatte, bikini e persino l’intimo. Insomma, tutti gli abiti del guardaroba possono essere solo e soltanto tuoi, in una parola, unici.

Sono tanti gli italiani che lo hanno intuito, cimentandosi con successo in produzioni proprie del tutto originali. Tanto per fare un esempio, Marco Bruns, l’ideatore di A-Style ha venduto ben 15mila T-shirt particolarissime, dopo aver cosparso Pitti Uomo con 4 milioni di coriandoli su cui era impresso il suo logo. Igor Salmi, fondatore di Straitjacket, ha creato la sua prima linea di magliette con i nomi dei quartieri di Milano. “The Babbionz” un collettivo di ragazze nato in una provincia adriatica, si fa conoscere in Italia dipingendo, cucendo, tricottando e ricamando gli abiti, in stile “nonna”, assecondando il tuo gusto personale.

Dunque, per “farcela” in un settore del genere, bisogna avere sì la stoffa dell’imprenditore ma soprattutto del creativo, proponendo un prodotto che funzioni, originale ed unico, per poi lanciarlo sul mercato attraverso una buona rete commerciale e distributiva. Eccovi qualche dritta.

Stampare

Se non sei particolarmente portato per l’hand made e preferisci semplificarti le cose e se disponi di un budget basso, punta sulla grafica e stampa su un capo di abbigliamento a tuo piacimento (gonne, leggings e soprattutto felpe e t-shirt). Sono davvero tantissimi i fornitori che realizzano stampe personalizzate, anche su piccoli quantitativi.

Per chi dispone di un budget più importante, si consiglia la stampa serigrafica, quella con una superiore resistenza ai lavaggi nonché la più utilizzata nel settore moda. Per stampare in serigrafia occorre produrre i cosiddetti “impianti di stampa”, che costano circa 25 euro per ogni colore che si decide di usare, e questo ovviamente incide sul costo unitario dei capi da stampare. Per piccole tirature la stampa più consigliata è quella digitale, in cui i disegni vengono prima stampati su una pellicola sottile e poi fusi nel tessuto.

Creare

Per distinguersi dalla concorrenza bisogna lasciare la mente libera di creare, puntando sulla personalizzazione che definisce conseguentemente anche il target di cliente del capo d’abbigliamento in questione. Ad esempio, impreziosire con lavorazioni artigianali molto costose e dettagli fantasiosi gonne, magliette, giacche, scialli e così via, può incuriosire un tipo di clientela più disposto a spendere. Decorare vuol dire anche disegnare a mano, ricamare, utilizzare inserti vintage, creare abiti-opere d’arte. La vostra produzione potrà quindi assecondare con piccole varianti un po’ tutte le tasche.

La rete e la comunicazione

Il secondo passo più importante per chi vuole intraprendere un business del genere è costituito dalla distribuzione.
Si possono sia prendere contatti con i negozi dove vendere le proprie creazioni oppure, inserirsi nei grandi mercatini presenti nelle varie città italiane. Tuttavia, la rete migliore per imbrigliare il cliente è il web: un blog, una pagina su Facebook, un sito. Un’altra possibilità è aprire un negozio online a costo zero. Per le t-shirt, ad esempio, si può utilizzare Spreadshirt (www.spreadshirt.it). Il sito dà la possibilità di scegliere modelli e colori delle T-shirt, decidere che tipo di motivo stampare e stabilire la commissione che andrà a Spreadshirt.

L’esempio: ecco come i vestiti della nonna diventano business

Reagire all’omologazione ed esprimere la propria unicità è l’imperativo di BBbz, acronimo di “The Babbionz”, che tradotto vuol dire “le babbione”. Personalizzare, è questa la parola d'ordine per Valentina, Giovanna, Claudia e Jessica, quattro intraprendenti ragazze che si dedicano a tutto tondo all'universo dell'hand made, ispirandosi alle antiche abilità della nonna.

"The Babbionz - spiegano le quattro ragazze che lo animano - è un collettivo pescarese formatosi nel gennaio del 2012 nato dall’esigenza di spezzare la routine, proponendo dapprima un evento, insolito per una città provinciale, per poi prendere sempre più forma e concretezza nella forza del gruppo. Conosce le sue fondamenta in un market house organizzato sotto il periodo natalizio in casa. Oggi the Babbionz lavora tra fili, foto e materiali d’ogni genere, all’insegna dell’hand made”.

Si ispirano alle tecniche di cucito tradizionali e lavorano con stoffe, lana, cotone, rafia, pennelli, colori, elastici, legno, plastica, metallo, ecc. “Le idee che confezioniamo - spiegano le Babbionz - molto spesso prendono spunto dalle pagine dei racconti, da scampoli e da materiali di uso comune." La produzione è piuttosto varia: colletti all’uncinetto per lei, cravatte ricamate per lui e slip “fumettati” per tutti, accessori, maglie-nido, presine da cucina, oggettistica per la casa. E poi ci sono workshop per tutti i gusti, ad esempio, corsi che insegnano a decorare la tovaglietta per la colazione o a scrivere bizzarre frasi sul cuscino del tuo sofà. Così, l’abbigliamento diventa business riesumato tra i vecchi bauli in soffitta e distribuito sia nei mercati delle piazze italiane (Milano Bergamo, Verona, Roma), che negli e-market.