inventarsi un lavoro, inventarsi un lavoro creativo

Io il lavoro me lo invento

Home stager, information broker, virtual assistant, transmedia web editor e consulenti di carriera sono solo alcune delle centinaia di figure professionali inedite che sbocciano nella rete e non. In tempi di crisi è ancora più importante sapersi improvvisare nel mondo del lavoro, creandosi una propria strada attraverso nuove frontiere. A conferma di tutto ciò, la testimonianza di Helga Ogliari, quarantenne bergamasca e "consulente di carriera" che, per sbarcare il lunario, si è inventata il suo lavoro. Helga si definisce così: "156 centimetri di energia" da trasmettere alle persone, e per chi svolge un lavoro come il suo è fondamentale. Vediamo di che si tratta.

Una figura multitasking

Ti sei inventata il tuo lavoro: consulente di carriera e formatrice. Spiegaci bene di che cosa ti occupi.

Dai banchi di scuola (insegnavo filosofia) sono passata prima alla scrivania dell'ufficio service e dopo, al marketing in una multinazionale. Ho lasciato il "posto fisso" per seguire la passione per la formazione a cui sono approdata dopo un corso per orientatori e un'esperienza di lavoro come content manager. Cosa faccio?
 Realizzo progetti di formazione in azienda e speech. 
Mi occupo di consulenza di carriera e di self-marketing per professionisti. Sono una blogger, scrivo ebook e articoli per newsletter dedicati al mondo del lavoro. Troppe cose? Ho molta energia.

In che modo ti è stata utile la tua laurea in filosofia e come ti è venuta l'idea di intraprendere un percorso così diverso?

Nei primi mesi, dopo la laurea in filosofia avrei fatto di tutto per scambiarla con un diploma in ragioneria, tuttavia, dopo aver intrapreso un percorso di orientamento professionale, ho scoperto che lo studio della filosofia mi aveva fornito importanti elementi per sviluppare quelle che in gergo si definiscono "competenze trasversali". Sto parlando della capacità di analisi, di sintesi e di comunicare in modo efficace, ma soprattutto della flessibilità di pensiero che, unita alla creatività, mi ha permesso di trovare nuovi sbocchi professionali diversi da quelli dell’insegnante. Certo, se fossi stata più dotata di orientamento al risultato non avrei "sofferto" tanto nella mia attività di libero professionista.

Il lavoro secondo Helga

Cosa intendi per "gustoso sottobosco del mercato del lavoro"?

Chi è cerca di lavoro spesso si limita agli annunci su giornali e siti internet. Tuttavia quella non è che la punta dell'iceberg. La maggior parte delle offerte di lavoro non vengono rese pubbliche, si affidano al passaparola. Pare che in questo modo si trovi l'80% delle opportunità professionali.
In alcuni casi le aziende cercano persone in grado di soddisfare un'esigenza (o anche più di una) ma non sanno associare alla loro ricerca un profilo professionale preciso. Così aspettano di incontrare la persona giusta o che qualcuno gliela segnali.

Prima di svolgere questo lavoro, ad esempio, mi sono occupata della redazione di testi (newsletter, manuali, articoli vari) per una società di formazione. In realtà io avevo mandato il mio cv con una lettera di accompagnamento un po' originale per propormi come formatrice. In quel momento non cercavano formatori, ma il titolare della società ha apprezzato il mio stile di scrittura e mi ha proposto un'attività che non avrei mai pensato mi avrebbe appassionato tanto e al tempo stesso mi sarebbe stata utile nella mia attività di formatrice e consulente di carriera.
Insomma, spesso i lavori più interessanti e le offerte più gustose si trovano se si abbandona la strada maestra degli annunci e si ha il coraggio di proporsi in modo alternativo, si incontrano persone, si affronta il mercato con curiosità ...

Marcuse definisce il lavoro una "prestazione alienante", lontana dal principio del piacere. A tuo avviso, le persone che lavorano devono essere felici, in che modo?

Alla definizione di Marcuse io preferisco quella di Primo Levi per il quale "Amare il proprio lavoro è la migliore approssimazione concreta alla felicità sulla terra." Le persone sono più felici al lavoro quanto più possono esprimere il proprio talento. La parola “talento” non appartiene solo ad artisti e sportivi. Esso non è altro che l’inclinazione naturale di una persona a far bene una certa attività (può essere comunicare, progettare, scoprire, creare...). Quando le persone possono esprimere il proprio talento sono più leggere, più motivate, mettono più energia in ciò che fanno e quindi offrono performance migliori. È ciò che dico sempre nei corsi di leadership rivolti a imprenditori e manager.

Consigli utili per un lavoro soddisfacente

In questo momento di crisi, spesso bisogna accontentarsi e riporre nel cassetto le proprie aspettative nel mondo del lavoro. Cosa consigli a chi vive questa situazione?

E se ti dicessi che proprio a causa della crisi molte persone hanno trovato il coraggio di realizzare il proprio sogno?
Incontro spesso persone che dopo aver perso il cosiddetto lavoro "sicuro" si sono messe in gioco e hanno finalmente riaperto il cassetto dove avevano riposto il proprio sogno.
A volte la realizzazione del sogno richiede dei passaggi intermedi come è accaduto a me, ma l'importante è cercare il lavoro che più ci avvicina al nostro sogno e non un lavoro qualsiasi.

Dai una mano a chi cerca un lavoro. Riscontri più difficoltà nell'aiutare giovani o adulti?

Io incontro persone di ogni età: giovani diplomati o laureati in cerca del primo lavoro o persone più mature che hanno perso il lavoro oppure hanno perso la motivazione e meditano di dare una svolta alla propria vita professionale.
Ciò che accomuna persone di ogni età è un forte senso di disorientamento (il mercato del lavoro appare come una giungla) e la mancanza di fiducia nelle istituzioni.

Cosa ne pensi dei finanziamenti Ue?

Ogni forma di finanziamento a sostegno dell'imprenditoria è importante soprattutto in questo momento di crisi ma credo sia altrettanto importante formare gli imprenditori o aspiranti tali a gestire l’impresa sotto ogni punto di vista (personale, finanze, comunicazione…).
Nei miei corsi di orientamento rivolti a disoccupati nell’ambito di un progetto che prevedeva dei finanziamenti per l’apertura di un’impresa ho incontrato persone che non avevano alcuna percezione del ruolo dell’imprenditore e vincolavano l'apertura di un'attività al finanziamento pubblico, trasformando così una preziosa risorsa in motivo. Ma questo non basta. Le risorse finiscono, la motivazione resiste di più. Chi fa impresa deve avere una motivazione, un sogno che vuole a tutti i costi trasformare in realtà.

Oggi, per sbarcare il lunario c'è chi si inventa dei lavori mai sentiti prima. Nella tua carriera in quali figure professionali inedite ti sei imbattuta?

Uno degli aspetti più divertenti del mio lavoro consiste nel fatto che ogni giorno scopro una professione nuova. Pare che il dipartimento del lavoro americano ne abbia individuati più di 12 mila. Ho incontrato home stager, information broker, virtual assistant (guarda caso sono tutti termini inglesi). Gli home stager sistemano con pochi accorgimenti le case in vendita per aumentare il valore percepito dal cliente. L’information broker è l’esperto nel ricercare dati ed informazioni in rete al fine di produrre un rapporto completo su un dato tema.  La virtual assistant svolge la maggior parte delle attività di una segretaria (cura la corrispondenza e l’agenda, risponde a telefonate) stando a casa propria e sfruttando la tecnologia.
Spesso chi si inventa un lavoro trasforma una propria passione in professione come nei casi descritti da Manuela Longo nel suo blog.