Viaggio nelle regioni italiane dove conviene fare impresa

Primo in classifica, il Trentino, virtuoso per le start up e per gli incentivi a favore delle aziende

A cura della redazione

Ci sono regioni nel nostro Paese, in cui è più facile fare impresa? Assolutamente sì. La burocrazia, l’accesso al credito e la tassazione non sono uguali su tutto il territorio nazionale, e costituiscono i principali fattori che influiscono sullo sviluppo della Pmi a carattere giovanile.

Secondo un’indagine di Fondazione Impresa, è in Campania (seguita dalla Basilicata e dalle Marche) che risulta più difficile fare impresa. Questa regione è seconda in Italia per perdite aziendali, minor presenza di ditte che abbiano prodotto almeno un’innovazione in un biennio (non si va oltre il 18,3%) e con più procedure concorsuali ogni mille microimprese. In generale, è il sud a essere particolarmente sofferente nel contesto economico italiano: 6 regioni su 8 occupano i primi posti della classifica. Tuttavia ci sono anche delle felici eccezioni: la Puglia (13esima) e l’Abruzzo (17esimo), infatti, sono in controtendenza al Sud, premiate per l’accesso al credito. In particolare, l’Abruzzo è favorito dal basso numero di fallimenti (13,5 ogni 10.000 contro i 22,2 di media italiana) e dall’elevata densità autostradale. Al nord, invece, sono sorprendemente gli imprenditori lombardi quelli più a disagio, con il primo posto sui fallimenti e il quinto peggior dato sui prestiti alle imprese fino a 20 addetti.

Il caso del Trentino

Merita attenzione la situazione del Trentino-Alto Adige, dove i tassi di interesse sono molto contenuti, senza contare la capacità di innovazione e il minore impatto della recessione. Già solo queste caratteristiche basterebbero a invogliare gli imprenditori e spingerli concretamente verso una start up in Trentino. È possibile contare su un contributo fino al 30% per gli investimenti fissi, sulla riduzione dell’Irap dal 3,9 allo 0,9% e su pagamenti veloci da parte della PA: l’86% dei 5 miliardi di pagamenti del 2011 è stato effettuato in un tempo medio di 10 giorni.

Come se non bastasse, questa regione è ai primissimi posti in Italia per benessere e qualità della vita, con un Pil pro capite superiore del 22% rispetto alla media europea. La legge provinciale n. 6/99, poi, agevola gli investimenti produttivi di tipo mobiliare e immobiliare, effettuati da Pmi industriali, artigiane, commerciali, cooperative del turismo e del terziario. Le grandi imprese sono ammesse solo nell'ambito del regime "de minimis". Maggiorazioni percentuali vengono accordate agli investimenti ambientali e a quelli realizzati

da microimprese, cioè aziende con attività per il mercato locale.

Gli incentivi a favore delle aziende

Ma quali sono gli incentivi previsti per le imprese in Trentino? Si va dalla ricerca applicata (le spese di ricerca vengono finanziate per oltre il 50%, con punte che possono arrivare all’80% e fino a 3 milioni a progetto) agli investimenti fissi aziendali: ogni anno vengono incentivate 2.000 imprese nei vari settori economici, per un investimento medio di circa 200.000 euro. È inoltre previsto un sostegno alle imprese avviate da donne o giovani, con una copertura del 50% dei costi di avviamento, il finanziamento di consorzi e reti d’impresa, con il 45% di contributo medio sui servizi alle imprese, e l’aiuto all’internazionalizzazione, che prevede fino al 70% per le fiere e fino al 50% per i progetti di marketing internazionale. Per quanto riguarda le facilitazioni per l’accesso al credito, va segnalata l’IPT sugli autoveicoli fissa a 151 euro. Disponibili anche incentivi all’occupazione e alla formazione: fino a 3.000 euro ad occupato. Merito della Provincia di Trento, che offre la possibilità di accedere a contributi per le spese di formazione o riqualificazione del personale aziendale e organizza corsi di formazione e orientamento per il mercato del lavoro.

Trentino Sviluppo

Tutte le informazioni del caso sono disponibili su Trentino Sviluppo, che per conto della Provincia attua gli interventi di sistema: dai poli tecnologici delle green tech e della meccatronica, fino agli 800 km di fibra ottica della rete a banda larga. Non a caso, il Trentino è stato “promosso” dallo studio di Fondazione Impresa anche per quanto riguarda l’utilizzo della broadband.

A dimostrazione dell’efficacia di tutto l’apparato, in questa regione ci sono due grandi scommesse già avviate: Progetto Manifattura (108 milioni di investimenti per il polo delle green tech) e il Polo della Meccatronica di Rovereto (investimenti per 85 milioni di euro). Trentino Sviluppo offre uno “Sportello informativo” in grado di accogliere gli imprenditori, comprendere le loro reali esigenze e indirizzarli verso specifici strumenti, indicando anche strutture e uffici competenti. L’indirizzamento, che in alcuni casi prevede anche la possibilità di un accompagnamento personalizzato, riguarda i tre livelli provinciale, statale e comunitario. Nello specifico, la Provincia autonoma di Trento ha strutturato un importante sistema di incentivi e agevolazioni a beneficio delle aziende.

Il fondo “Seed Money” è finalizzato a promuovere la diffusione di iniziative imprenditoriali nei settori innovativi o ad alta tecnologia e può essere utilizzato a parziale copertura dei costi di avviamento di un’impresa. Insomma, cosa state ancora aspettando?

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